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lunedì 14 giugno 2010

A volte essere sponsor ufficiali non rende

L’era del meta-marketing che sta cambiando tutte le regole ha appena scritto un’altra pagina importante. Altra regola a venire messa duramente in discussione: essere (a caro prezzo) sponsor ufficiali di una manifestazione può anche dare meno eco mediatica rispetto a un concorrente che non ha stretto accordi istituzionali ma, semplicemente, propone se stesso. Una ricerca della Nielsen ha concluso che, nonostante sia la Adidas lo sponsor tecnico ufficiale del mondiale di calcio, nelle settimane di vigilia la maggior eco mediatica sui social network, sui blog, nella conversazione globale di Internet, è stata riservata alla Nike, che sponsor ufficiale non è ma ha messo a punto la campagna Write the Future, scrivi il futuro, tema che ha affascinato il popolo della Rete. Un altro esempio di questo fenomeno, secondo l’autorevole BrandRepublic è quello della birra Carlsberg. Non è, a differenza della concorrente Budweiser, uno sponsor ufficiale del torneo ma grazie a uno spot molto riuscito ha avuto maggior eco su Internet. 

giovedì 8 aprile 2010

Capitalismo 2.0: È l'ora del social business

È possibile conciliare profitto e lotta alla povertà? Può esistere un'economia basata sull'altruismo? Come sanno bene gli istituti di ricerca e i pubblicitari, i consumatori sono sempre più orientati verso comportamenti d'acquisto socialmente responsabili. Dal green ai prodotti eco-solidali, più del 30% ormai vi presta attenzione in maniera decisiva e premia quelle aziende che oltre ai loro profitti, badano anche al modo in cui vengono ricavati. Il denaro è un prodotto che si acquista, ma c'è modo e modo di venderlo. Si può decidere di darlo solo a chi ne ha già molto e negarlo, ad esempio, a chi non ne ha. Oppure si decide di offrirlo a chi ne ha più bisogno, aiutando poveri imprenditori analfabeti a migliorare la propria condizione di vita. Come ha fatto Muhammad Yunus in Bangladesh attraverso il microcredito da lui ideato e realizzato. Questa semplice quanto rivoluzionaria idea gli è valsa nel 2006 il premio Nobel per la pace. Ma Muhammad Yunus non si è fermato al microcredito. Con la multinazionale Danone ha costituito una società che produce yogurth ricco di micronutrienti a prezzi bassissimi, per combattere la malnutrizione dei bambini e con Adidas ha concordato un social business per produrre scarpe a meno di 1 dollaro, in modo che quasi tutti se le possano permettere.